Storia di Urien

Questa storia io vi racconto così come un uomo mi ha raccontato….

 

Tornava Urien dal mercato di Nytheryr quando il sole era alto nel cielo. Venduta gran parte della sua mercanzia ora camminava verso la sua casa con il poco che gli restava e con le monete ricavate.

Un tempo Urien era stato contadino ma ciò che il campo gli dava bastava appena a sfamare la sua famiglia. Camminando pensava al giorno, ormai lontano, in cui aveva visto, per la prima volta, un drappello di soldati romani passare vicino al suo campo. Ricordò l’iniziale spavento ma come, in seguito, l’arrivo dei romani avesse aperto per lui una nuova opportunità di lavoro: il commercio.

Ceduto il suo campo aveva iniziato una nuova vita. Ora era un uomo felice. Non ricco, ma non se ne curava. Pensava che con quello che aveva guadagnato lui, sua moglie e suo figlio non avrebbero avuto problemi per molti giorni a venire.

Così assorto nei suoi pensieri non si era accorto di aver preso un sentiero diverso da quello percorso quella mattina e quando un bivio gli si presentò davanti rimase a guardare le due direzioni con aria perplessa.

Seduto un po’ più avanti, sul sentiero stesso, stava un vecchio che mangiava tranquillamente quella che a Urien sembrava una radice. Gli si avvicinò e scusandosi con lui gli chiese se avesse potuto indicargli la direzione per il villaggio del Clan di Neffyl. Il vecchio alzò lo sguardo verso di lui e indicando con la mano disse: “Il sentiero alla tua destra è certamente il più breve ma ho sentito che, questa mattina, guerrieri senza onore hanno assalito un mercante derubandolo di tutto. L’altro sentiero è parecchio più lungo ma più sicuro. Sia il primo che il secondo ti porteranno là dove devi andare”. Urien ringraziò il vecchio e dopo uno scambio di convenevoli, come si usava in quella regione, si incamminò sul sentiero alla sua sinistra.

Non aveva fatto molta strada quando voci minacciose alle sue spalle gli intimarono di fermarsi.

Fu assalito senza che potesse far nulla per difendersi. Fu immobilizzato e percosso duramente. Forse era svenuto ma quando si rialzò, pur dolorante, il sole era ancora basso sull’orizzonte. Poco tempo ma sufficiente per essere derubato di ogni suo avere.

Tornò sui suoi passi poiché era ormai inutile proseguire sul sentiero più lungo e giunto dove i sentieri si riunivano vide che il vecchio, incontrato prima, stava parlando con un gruppo di soldati romani. A gran voce Urien chiamò questi ultimi dicendo loro…. dicendo loro

 

A voi che ascoltate questa storia, a voi chiedo…. cosa disse Urien?

 

Forse disse: “Venite, presto, coloro che mi hanno aggredito non possono essere andati molto lontani e forse potrete raggiungerli sul sentiero”

 

o disse forse: “Fermate quel vecchio perché è certamente complice di coloro che mi hanno aggredito. Sa certo chi sono e dove sono andati. Fatelo confessare e poi andate a prenderli”.

 

Voi che ascoltate questa storia non a me dovete risposta ma a voi stessi.

 

Se nel tuo cuore tu hai sentito le prime parole allora puoi sederti vicino al vecchio e raccontargli ciò che ti è successo. Puoi scambiare le tue impressioni sulla fatalità della vita e poi riprendere la strada che ti riporterà nel tuo clan dove tua moglie e tuo figlio aspettano il marito e il padre, ma soprattutto l’uomo giusto e sereno che sei.

 

Se nel tuo cuore tu hai sentito le seconde parole allora è tempo per te di sederti attorno al fuoco che il tuo clan avrà acceso quella stessa notte. Tempo per te di rimanere in silenzio ad ascoltare la voce della Madre, le parole dei Druidi, il canto dei guerrieri e guardare la danza dei piccoli uomini. Quando il tuo cuore avrà visto e ascoltato torna da tua moglie e da tuo figlio perché essi aspettano il marito ed il padre ma soprattutto l’uomo giusto e sereno che puoi essere.

 

Così io, Howl del Clan della Cavalla Bianca, vi ho raccontato perché voi possiate raccontare….